Newsletter Mensile #2: I luoghi modellano lo sguardo
STEFANO MIRABELLA | NOVEMBRE 2026
La Mia Riflessione
"Mi sono chiesto spesso quanto del nostro modo di fotografare appartenga davvero a noi e quanto, invece, dipenda dai luoghi nei quali abbiamo imparato a guardare.
Fotografare ogni giorno in una grande città significa abituarsi al movimento, alla densità, alle sovrapposizioni, a molte cose che accadono contemporaneamente. Vivere e fotografare in un luogo più piccolo, o meno affollato, può insegnarci invece ad aspettare, a lavorare sulle distanze, sui silenzi, sulla relazione tra una figura e lo spazio.
Non credo esistano luoghi migliori di altri per fotografare. Credo esistano luoghi che ci chiedono di guardare in modo diverso. E frequentandoli a lungo finiamo inevitabilmente per assorbirne il ritmo.
Joel Meyerowitz racconta che New York gli aveva insegnato a vedere la strada a strati, a riconoscere e gestire quel continuo ricambio di energie che entrava nell'inquadratura. La città non gli offriva soltanto qualcosa da fotografare: gli stava insegnando come farlo.
Forse è questo l'aspetto che trovo più interessante. All'inizio reagiamo al luogo che abbiamo davanti. Con il tempo, però, quel modo di guardare diventa nostro. E quando ci spostiamo altrove ce lo portiamo dietro."
Tre Fotografi da Studiare
I.
Il Maestro – Joel Meyerowitz
“Il linguaggio personale è tutto. Senza di quello non puoi fare nessuna fotografia che abbia un significato, è ciò che ne definisce l'identità, dove trova un senso fra un'immagine e l'altra. Non penso sia possibile realizzare una fotografia totalmente oggettiva, solo una telecamera a circuito chiuso che registra ogni cosa che accade può farlo ma la fotografia necessita di scelte soggettive. Sei tu a decidere ciò che finisce nel frame ed è una decisione consapevole, perché il frame taglia fuori per sempre ciò che continua a scorrere nel mondo. Devi essere consapevole che c'è qualcosa in quello che stai facendo e che in quel frame ci sia abbastanza per darti il senso di quella necessaria e immediata connessione che stai provando”.
Joel Meyerowitz, a Fotografia Europea 2018
Meyerowitz applica la tecnica dei tre passi indietro di Robert Frank, lascia più spazio e campo a ciò che entrerà nel suo scatto, anche solo con l'atto dell'arretrare col proprio corpo. Cerca di vivere con lucidità ciò che sta percependo prima di scattare.
Joel Meyerowitz: l'elemento misterioso dell'immagine di Mauro Zanchi, su doppiozero
Qui è Meyerowitz stesso a spiegare una sua fotografia, scattata all'incrocio tra la 59th Street e Madison Avenue, e come ha imparato a usare un angolo di strada.
Joel Meyerowitz's best shot intervista di Leo Benedictus, su The Guardian
II.
Il Contemporaneo – Matt Stuart
Matt Stuart fotografa le strade di Londra da circa venticinque anni. Tra i fotografi che indica come proprie influenze c'è anche Joel Meyerowitz. Ma tra i due esiste una connessione più curiosa.
Meyerowitz aveva visto il suo lavoro e, prima di un viaggio a Londra, gli scrisse proponendogli di uscire insieme a fotografare. Quel giorno Stuart lo portò davanti a un manifesto pubblicitario con un pavone che osservava da mesi, aspettando che qualcosa accadesse davanti a quella scena.
Proprio quel giorno comparve un cassone da cantiere coperto da un telo blu. Il colore dialogava perfettamente con il pavone. Stuart guardò Meyerowitz e gli disse: “Joel, questa fotografia è mia”.
Forse conoscere un luogo significa anche questo: tornarci abbastanza a lungo da sapere cosa manca a una fotografia che ancora non esiste.
The city doesn't inspire me. The people do intervista a Matt Stuart, su Leica Blog
III.
Fotografo Instagram – Melissa O'Shaughnessy
Melissa O'Shaughnessy fotografa New York a colori, attraversando soprattutto Manhattan: Fifth Avenue, Madison Avenue, Broadway, Union Square, Chinatown. Luoghi frequentati continuamente, nei quali cerca relazioni, sovrapposizioni e piccoli cortocircuiti visivi dentro la densità della città.
Il suo primo libro, Perfect Strangers: New York City Street Photographs, pubblicato da Aperture nel 2020, contiene un'introduzione scritta proprio da Joel Meyerowitz. Due generazioni diverse, la stessa città e alcune delle stesse strade. Un altro esempio di quanto un luogo possa continuare a modellare sguardi differenti.
@melissaoshaughnessy Melissa O'Shaughnessy su Instagram
Due Libri da Sfogliare
Ho una libreria fotografica che continua a crescere da anni. Questo mese due libri dello stesso autore: uno sul colore, uno sull'intero percorso:
Di Joel Meyerowitz e Robert Shore, 24 Ore Cultura, 2024. Meyerowitz racconta i suoi primi anni da fotografo, quando gli dissero che gli artisti seri scattavano in bianco e nero. Lui lavorava con due macchine in parallelo.
Laurence King, 2018. Una retrospettiva dell'intera carriera in ordine cronologico inverso, dall'ultima fotografia alla prima che abbia mai scattato. Dentro ci sono Morandi, gli alberi, Ground Zero e la street photography.
Un Documentario da Guardare
Joel Meyerowitz, Street Photography, 1981
Un programma di un'ora del 1981 sulla street photography a New York. Altri video e interviste li trovi sul sito di Meyerowitz: joelmeyerowitz.com/videos.
Una Domanda per Te
⎮
Se domani dovessi fotografare in un luogo completamente diverso da quello che conosci, cosa del tuo modo di guardare porteresti con te?
Vuoi condividere questo numero? Copia e incolla questo link:
https://stefanomirabella.com/newsletter/novembre-2026
A presto,
Stefano Mirabella
Resta con Me
Grazie di aver letto fin qui. Ricevine altre come questa, iscrivendoti alla Newsletter mensile: una riflessione, tre fotografi da studiare, due libri, un documentario e una domanda per te, una volta al mese.
LA NEWSLETTER MENSILE
La Newsletter Mensile arriva una volta al mese, non di più. Ogni numero contiene una mia riflessione, tre fotografi da studiare, due libri consigliati, un documentario da guardare e una domanda per te.